Lavoro domestico: calano le regolarizzazioni, cresce il lavoro nero
In Italia, il settore del lavoro domestico sta vivendo una fase di profonda trasformazione. Nonostante la crescente necessità di colf e badanti per l’assistenza domiciliare alle famiglie, i dati più recenti segnalano un calo delle regolarizzazioni, mentre parallelamente aumentano i casi di lavoro sommerso. Questo fenomeno rappresenta un problema sia per le famiglie che per le lavoratrici e i lavoratori del settore, privati dei loro diritti e di una tutela adeguata.
Entro il 2028 serviranno 86 mila colf e badanti in più
Le stime indicano che nei prossimi tre anni serviranno almeno 86.000 lavoratori domestici in più per rispondere all’aumento delle necessità di cura e assistenza delle famiglie italiane, soprattutto per l’assistenza agli anziani e alle persone fragili. La crescita dell’invecchiamento della popolazione, unita alla riduzione della rete familiare di supporto, sta portando le famiglie a ricorrere sempre di più a colf e badanti. Tuttavia, senza un adeguato incremento delle quote nei decreti flussi e senza politiche che favoriscano l’emersione del lavoro nero, sarà difficile colmare questo divario.
Crescono i posti vacanti ma servono più tutele
Attualmente in Italia ci sono migliaia di posti vacanti nel lavoro domestico, con famiglie che faticano a trovare personale disponibile e qualificato, e lavoratori che non riescono ad accedere a contratti regolari. Questo squilibrio sta generando una spirale che alimenta il lavoro irregolare, lasciando molte colf e badanti prive di ferie pagate, contributi e sicurezza sul lavoro. Inoltre, la mancanza di tutele adeguate rende il settore meno attrattivo per i potenziali lavoratori stranieri che potrebbero contribuire a colmare la domanda crescente.
Il lavoro domestico ha bisogno di politiche concrete
Il settore dell’assistenza domestica ha bisogno di interventi concreti per garantire diritti, sicurezza e regolarità contrattuale. Sono necessari incentivi per le famiglie che scelgono di assumere in regola, percorsi formativi accessibili per colf e badanti e un aumento delle quote di ingresso per i lavoratori stranieri. Solo in questo modo sarà possibile costruire un sistema di assistenza domiciliare sostenibile, in grado di rispondere alle esigenze delle famiglie italiane, garantendo al tempo stesso dignità e diritti a chi lavora ogni giorno per prendersi cura delle persone più fragili.

